martedì, agosto 28, 2007

pisces

delle mie sontuose eteree vacanze questa è l'immagine che ho serbato
li ho incontrati lì su quel plumbeo bagnasciuga
sembravano gioire di quella schiuma giallo-mare verde biancastra
creature fragili e intense, con quegli occhioni

giocavano a 'Persico bambino tossico' prima che un'onda li risucchiasse nel persempre
forse azzurrino, ma forse no

postato da: tamai alle ore 16:22 | Permalink | commenti (22)
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giovedì, agosto 09, 2007

oi

ecco, mollo qui al volo la baggianona dialettale, tutta un po' zozza così com'era, meritevole peraltro di diverse considerazioni a più e più livelli.
fondamentalmente: qualcuno se la sente di dirmi a che tipo di domanda stia rispondendo in quel modo e con quello sguardo, non è imbarazzante?

poi però una colonna sonora le ci vuole,
così per accompagnare i suoi occhi tristi
(e ribadire il triste interrogativo)





soundtrack inspiration from a new blogfriend

postato da: tamai alle ore 11:43 | Permalink | commenti (16)
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giovedì, agosto 02, 2007



e poi mi ritorna per caso l'incipit di un film che ho amato moltissimo, e allora lo appoggio qui (con molta delicatezza e nostalgia):

"Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva d'essere un bambino. Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno. Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione. Non aveva abitudini. Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via. Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo.

wingsofdesire2[1]Quando il bambino era bambino, era l’epoca di queste domande: Perché io sono io, e perché non sei tu? Perché sono qui, e perché non sono lì? Quando è cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio? La vita sotto il sole, è forse solo un sogno? Non è solo l’apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro? C’è veramente il male? È gente veramente cattiva? Come può essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare? E che un giorno io, che sono io, non sarò più quello che sono? Quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed è ancora così.

Quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere. Ed è ancora così. Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed è ancora così. A ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora più alta, e in ogni città, sentiva nostalgia di una città ancora più grande. E questo, è ancora così. Sulla cima di un albero, prendeva le ciliegie tutto euforico, com’è ancora oggi. Aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne. Aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla. Quando il bambino era bambino, lanciava contro l’albero un bastone, come fosse una lancia. E ancora continua a vibrare".

 "Lied Vom Kindsein" — Peter Handke

postato da: tamai alle ore 15:47 | Permalink | commenti (21)
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