oggi che mi tocca latitare accompagno qui la salamona senza spine e me ne vado....

oggi che mi tocca latitare accompagno qui la salamona senza spine e me ne vado....

Telma e Tonina
tigresse sciroccate
turiste sbananate
tardone abbandonate.
Seguiamo solo poco
le vite scoppiate
le strade intasate
le gesta infangate: son stupide e sboccate!
Lei l’una e lei quell’altra sulla torre, dopo aver fatto stragi a rubacuori, ora talmente strillano che bah!
“Topa fognante stappati da lì!” tuona la prima tutta assatanata
Quell’altra tira sotto nell’abisso boli di avanzi esotici a buon prezzo (mai più probabilmente la vedrete sfasciarsi di stracozze al tailandese)
Poi pronta ghigna e scatta una fotaccia a tutti quelli sotto là imbrattati
Gran brutte tipe voi ne converrete, io me ne andrei
Riproviamo un’altra volta non è detto e poi non si sa mai. (Op.cit.)
Priscilla
PRISCILLA:Diminutivo femminile del nome latino Priscus. Significa "molto antica".
Priscilla comincia con la P, tutta la vita!
Priscilla però è forse la più bella. Ha P nel nome, e il nome è un po’ destino:
Priscilla è donna antica sempre, anche se ha pelle bella e profumata.
Per questa sera piange al pianobar, Perché ha capito:
Priscilla ha P nel nome e nel destino
Se fosse stata frivola farfalla
Se fosse stata savia silenziosa
Se fosse stata facile fanciulla
ma
Priscilla comincia con la P, tutta la vita!
la P di quando piovve quella sera sui capelli
la P delle promesse poco mantenute e fiori, come le petunie
(PETUNIA è fiore di Risentimento e Rabbia)
la P dei polverosi ricordi di papavero.
faccio la furba, ribalto, ed ecco la ZZZZZZZZZZZ!!!!!


Daytona era felice?
E chi lo dice?
Daytona era cicciona. E di un bel po’. Questo è l’incipit della triste storia (triste anche a dirlo? Ma è così).
Poi l’altro incipit (diciamo il punto 2) è che lei si chiamava – appunto - Daytona. Proprio Daytona, come quella spiaggia della Florida dove sfilano i pickup sul bagnasciuga con sopra le belle donne e i loro corpi in bikini. Di dove fosse originaria Daytona io non lo so, ma non mi importa,lei si chiamava così, e per l'età che aveva, ne soffriva.
[Draga mancata, tonda e sinuosa opima, decise un dì per un tuffo in piscina.
Doveva dimostrarsi almeno un poco che dove andasse il mondo la serviva, dove dicesse il mondo la ascoltava, dovunque lo volesse lo faceva.
Credendo di esser sola, il mondo dominava.
“Datemi un solo sguardo!” nel cuore suo implorava,
“Ditemi amore, almeno!”
da lungi dardeggiava il suo lamento, sorde le spalle al vento che sferzava. E come se sferzava, ribaltava!
Oltre alla beffa il danno, Daytona non nuotava.
Ma al mondo v’è giustizia? Chiederemo. Le anime belle un dì trionferanno? Esiste un bene e un male o siam dispersi nella babele barbara del danno?
Ma guarda! Mentre stiamo a lamentarci, su quella strada chi fa capolino! E’ forse la divina provvidenza?
Chi se ne importa! E’ un segno del destino!
Di quei bei camion tutti carenati, rosso fiammate porpora passione, pesa il piedino del buon conducente sul pedalon dell’accellerazione!
ma guarda che sbadato sto signore, fermati al rosso! …niente, quello è matto!
E delle tre che resta? Che distratto… un poltiglion di membra tricolore.Gni Gno Gna ruzzolavano sghignazze verso scuola. Quale giornata fosse in attesa delle tre spupazze non si sa, ma quali le angherie che avrebbero inferto al mondo, lo si intende.
Gni era un po’ bella e un po’ così. Gno, no.
Gna era una gran’oca, quaraqua.
La pubertà incipiente fioriva i tre faccini: a chi di rosee chiazze, a chi di trucco esasperante e, a chi di quell’insipido sapor di creatura imberbe.
Eppur le tre faccine toste, complici di propositi molesti, trottavano a spintoni nel dì nascente.
La prima ruminava una fetente cicca, di quelle tutte rosa e gialle e zucchero e vaniglia, e con gran sputo la fiondava sul passante che aveva nuova nuova la pelliccia.
Quell’altra bruttarella e cimiciosa, rosa di acne e tutta cotonata, rideva delle vecchie zoppicanti con la vocetta stridula e i gesti spernacchianti.
La terza, per non essere da meno, intonava a gran voce canzonacce, ragliava e dava calci a sassi e latte fino a centrare veicoli ambulanti.
Al loro incedere sfiorivano le aiole, calpeste dalle puberi maldestre, pesti sgraziate si facevan beffe di biancospini mammole e ginestre…

Sarà Sorella della Gambadipesce? O è sempre lei che fa la furba?
