mercoledì, ottobre 29, 2003

svelato un segreto....

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mercoledì, ottobre 29, 2003
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martedì, ottobre 28, 2003

"Narrasi, in questo ritaglio d’esistenza, delle vicende fatte – e delle malefatte – della giovine pecora Mimì, dal vello assai lanoso e suggestivo, tanto e a tal punto che
- Più volte, ripetutamente e assai -
L’ovin ne approfittò
E tanto e a tal punto che, l’ovino poverino, incorse – ci duol dire giustamente – nelle rocambolesche (funeste brutte pesche) ire dell’altrimenti gran buon Geppo, pastor di gregge e gran lavoratore.
Ei reputava – a onor del vero con giustizia – d’essere il solo che potea disporre - non senza l’occorrevole giudizio - di cotal sua soffice, biancastra grazia
per poter di che viver ricavare ,
- magari sperperando -
le assiderate membra riscaldando 
e poi giacere."

bolo postinfluenzale. Dibattito: come parlare a ciò che si dissolve, vorrei potere essere come l'ironman, caccia fuori tutto in un fumettone, poi lo leggono. io mi confondo, mi impappolo, poi ho paura, e i sentimenti escono tutti stropicciati smozzicati. vuoi mettere un bel fumettone, ci scrivi tutto, la tua faccia è lì, e la voce non serve, il pensiero era prima, ha avuto tempo e modo, e non si inciampa più davanti a quegli occhi di gomma che rimbalzano via le tue parole, occhi opachi e ottusi con cui hai costruito un castello di stronza fiaba!

postato da: tamai alle ore 14:53 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, ottobre 20, 2003
Ma quanto piove, stamattina qui. Vorrei anch'io piovere così, ogni tanto
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venerdì, ottobre 17, 2003

non amore,

e adesso chi ci scalderà

di questa glaciale solitudine

in cui confinato il nostro nido di spine panni caldi abitudini scontrose

abbiamo peccato

di non amore,

non amore

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giovedì, ottobre 16, 2003

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giovedì, ottobre 16, 2003

"non ci sono sentieri per raggiungere i luoghi dove cadono gli uomini volanti."

(lo scrisse Ziraldo in "Vito Grandam") e poi ... da un vecchissimo numero di Linus o Alter, boh. Le immagini qui non ci sono, ma le parole:

Queste catene mi circondano incandescenti

e so che non vivrò a lungo

dividendomi ancora

diceva piangendo il prestigiatore allo specchio ...

 

Ma la suadente voce dell'orgoglio

vuole di nuovo la scultura

più adatta

 

Quello che credevo il mio amico migliore

ha rubato tutti i miei vestiti e ora cerca

di farsi passare per me...

sarà facilmente creduto dai preconcetti che i miei sbagli hanno creato...

 

Pescando nostalgicamente nel pozzo di ieri

vedo crescere i fiori che voglio ma

il primo raggio scoppia

nella fessura

la mia torre galleggia

nella penombra

e l'illusione dichiara i suoi anni

con la stanchezza

dell'atterraggio ...

 

C'è un solo rimedio sicuro

che io conosca,

parlò dolcemente lo specchio ...

malgrado

il tuo drago abbia

ucciso abbastanza,

saltando le sbarre del bene e del male

accendi la strada

senza parlarne e

vivi il momento

cercandone

l'apice...

 

Gentilmente le nubi mutarono aspetto

e il ringhio della bestia apparve lontano...

il prestigiatore rise felice come una rondine

vedendo la sua nuda immagine riflessa

e uscì umilmente nel falso maniero

nella tiepida luce dell'ultimo crepuscolo.

 

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mercoledì, ottobre 15, 2003

come parlare a ciò che si dissolve?

postato da: tamai alle ore 11:58 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, ottobre 03, 2003

non ci credevo, agli occhi: tutte quelle creature fumose prendevamo corpo e sbachettavano, di brutto! Tiranneggiavano ogni angolo spaziale, ruminavano, sbiascicavano, imprecavano e poi, guarda, non ti dico. Ma tutto poi per cosa, dico io. Mica sarebbero saliti di mezzo gradino in su, di lato, di sopra o di sotto. Bastava forse lasciarle nella nebbia, sparargli contro un bel getto d'aria, o sperare nella prima raffica di vento. Andare a nutrirle, ascoltarle, coccolarle ...

- Ma ti dico ... e sua cognata? come sta? con quelle vene, diomio, poveradonna ... Pensi che l'ho incontrata l'altra sera, qui sul 13, con la nuora - così carina, fine, benvestita, che personalino! Ma quelle meches, diomio, la involgariscono ... - ecco, dicevamo, ah! la mia fermata, ma mi stia bene, sa , si tiri su, che è tanto giovine - (un po' sciupata eh? quello sì ...) - mi saluti tanto il pierluigi - che bel ragazzo che si è fatto, buonasera, buonasera!.....

cristodundio, possibile? appena cerco il senso mi confondo. e dire che l'ho provata, e riprovata, e riprovata. adesso glielo spiego, correvo troppo forte e non mi sono fermata, me la stavo raccontando, eh, e come! mica voltarsi indietro, che paura! era da dire che ci si sfracellava contro il muro. un muro, un muro ... carico di .......?

- F!!!!!!!! Lettera F!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Venghinovenghino siorreesiorri! Portatemi le F! Farrofagianofrottolafuggentefinitafacilmentefrafogliamefrastornante. Facile Farsi Fuorviare Fantasticando Flebili Frangenti....

postato da: tamai alle ore 14:42 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, ottobre 02, 2003
ORA BASTA basta perchè non c'è un attimo di respiro. Proviamo a ragionarci? Che emozione, sono nel mondo, in diretta mondiale, galattica, stellare, gli omini verdi con le antenne e l'unico occhione traducono in simultanea, il satellite spia cerca le parole chiave, ma non le trova (non le trova? sono cambiate? Da che punto in pioi siamo potenziali pericoli per il greggione pecorone???). Cerco la calma.    E  C  C   O     L   A     C   A   L   M   A     .Bastano spazi in più, tempi dentro gli spazi, respiri a pieno e poi. Che razza di medium è mai questo? Mi sembra di gridare nella nebbia, o - come direbbe il buon Giovane che purtroppo manca qui al fianco - scorreggiar nella farina ...
postato da: tamai alle ore 16:06 | Permalink | commenti (5)
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